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Indice
Il territorio
Epoca antica
Medioevo
La questione del nome
Il Monastero delle Benedettine
Accorpamento del Monastero
La rettoria
Le visite pastorali
La nuova chiesa
Il '600
Agli inizi del '700 - Ancora screzi
Il rinnovamento sotto il dominio austriaco: La mappa catastale
L'organizzazione comunale
Alcuni dati statistici sul finire del '700
La scomparsa dei beni della comunità
Il cimitero
Epoca napoleonica
Il ristrutturazione viabilistica al altri interventi all'epoca del Regno Lombardo-Veneto
Epoca risorgimentale
Confronto di dati con alcuni comuni limitrofi
Istruzione ed assistenza
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Il territorio
A ridosso della propaggine nord occidentale del pianalto
delle Groane, a circa 22 km da Milano, in direzione nord-ovest, sorge
l'abitato di Cogliate.
Il comune si estende per 695 ettari, ivi comprese le frazioni di S. Damiano,
cascina Clericie ed una porzione di Cascina Nuova,e conta circa 7000 abitanti.
Confina a nord con Misinto, ad ovest con Rovello Porro e Saronno, a sud
con Ceriano Laghetto, a sud-est con Cesano Maderno, e a est con Seveso
e Barlassina ed a nord-ovest con Lentate sul Seveso.
Il suo territorio è situato nella zona medio-superiore della pianura lombarda;
circa 230 metri sul livello del mare, in un'area caratterizzata da sedimenti
di origine fluvio-glaciale, terrazzati, con alterazioni superficiali più
o meno accentuate a seguito dell'evoluzione storico-urbanistica del luogo.
Lo storico D. Olivieri riconduce il toponimo Cogliate al nome personale
"Colius o Collius". Non sono, tuttavia, da escludere altre soluzioni,
come quella legata alla particolare posizione di Cogliate, posto su un
piccolo colle (Groane), dal latino "collis".
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Epoca antica
A tutt'oggi non si conoscono reperti celtici o romani provenienti
da Cogliate.
Si può invece ipotizzare l'esistenza in tutta la dorsale del pianoro delle
Groane, almeno a partire dal dominio romano, di un'attività umana legata
allo sfruttamento di laterizi.
Numerosi sono i rinvenimenti di manufatti derivati dalla cottura in fornaci,
provenienti dalle località confinanti con Cogliate.
Occorre tener presente che la mancanza di reperti pre-medioevali riferentesi
alla presenza di fornaci nelle Groane debba ricercarsi alla scarsa importanza
che si attribuiva nei secoli scorsi ai ritrovamenti di questo genere,
poco vistosi e considerati di poco conto e d'interesse esiguo.
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Medioevo
Sul finire dell'VIII sec., l'organizzazione ecclesiastica
milanese, dopo l'influsso della presenza di una forte personalità, come
quella di S. Ambrogio nei secoli precedenti, era ben diffusa e delineata.
Alla primitiva chiesa battesimale di Seveso, capopieve si rivolgevano,
per la liturgia, gli abitanti dei villaggi circostanti, tra cui Cogliate,
dove, probabilmente esisteva, come attestato per altre località finitime,
un modesto oratorio.
All'inizio del X secolo, con il rinnovamento dell'epoca ottoniana, Milano
ed il suo territorio vivevano, come nel resto dell'Europa, un momento
di particolare crescita economica, sociale, politica ed organizzativa.
Il commercio si diffondeva, l'agricoltura e l'artigianato ricevevano nuovi
impulsi.
Sul fronte ecclesiastico, la diocesi ambrosiana, suddivisa territorialmente
e giuridicamente in pievi sempre più autonome, veniva assumendo una sempre
maggiore connotazione politica e giuridica.
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La questione del nome
Cogliate, come Misinto, è citato nel "Codex Langobardorum".
Vi sono documenti datati 910, 928, 943 e 961 che parlano di permute di
beni avvenute sul territorio di Cogliate.
La pieve di Seveso e la località Cogliate appaiono per la prima volta
in un documento datato 10 dicembre 996. È un atto notarile, scritto su
pergamena, relativo alla compravendita di un "pezzo di terra" nel luogo
di Inverigo, tra "Garibaldus de loco Coliate" e "Gisebertus presbiter
de ordine ecclesie et plebe sanctorum Protasii et Gervasii sita Seuse".
Da questo atto emerge come la chiesa dei S.ti Gervasio e Protasio fosse
già sede plebana nel X secolo; ma il fatto più importante è la comparsa
della località di Coliate.
Purtroppo, nell'età medioevale, c'erano almeno ben quattro località omonime
di Cogliate, sparse nel territorio a nord di Milano, a pochi chilometri
una dall'altra.
Diversi documenti del IX-XI secolo richiamano località denominate "Colliate,
Culiate, etc" , ma è difficile distinguere l'una dall'altra.
Il problema è aggravato, poi, dalla scomparsa, avvenuta alcuni secoli
fa, di alcune di queste località, sopravvivendo solo l'attuale paese.
Ma un evento lega indissolubilmente il nome Cogliate alla sua indennità:
la presenza in loco di un insediamento monastico di benedettine, intitolato
a S. Dalmazio.
Infatti Cogliate assumerà, in forza della presenza di questo monastero,
il nome di S. Dalmazio.
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Il Monastero delle Benedettine
Un documento del 4 luglio 1184 getta uno sguardo abbastanza
ampio, per i tempi che corrono, sulla realtà politica ed economica del
paese.
Infatti si parla della sentenza dei Consoli di Milano in seguito ad una
lite sorta tra la badessa del Monastero e "omnes homines de loco Colliate"
rappresentati da Giovanni da Cermenate e Giovanni Gallina, consoli del
luogo.
I consoli condannarono gli abitanti di Cogliate a prestare il "sacramentum
salvamenti", o giuramento collettivo, di salvaguardia dei beni del monastero
e "... pronuntiavit ut singuli homines de Colliate decimam dent eidem
abbatisse de omni blava, et omnibus leguminibus, et vino, et lino, et
rapis, et nucibus, et castaneis, et nominatim de lupinis, et vecia, et
moco, et bulgara...in campo vel in area ubi ipsa elegerit, secundum illam
portionem que eidem monasterio pertinet...".
La sentenza dimostra che gli abitanti del borgo cogliatese avevano un
rapporto di dipendenza feudale con il monastero di S. Dalmazio: erano
tenuti a versare alle benedettine le decime su alcuni prodotti agricoli,
alla custodia dei loro beni ed all'uso del pascolo comune.
Sono da mettere in evidenza i tipici prodotti della terra a larga diffusione
allora.
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Accorpamento del Monastero
L'istituzione monastica di Cogliate, nel corso del Quattrocento,
subisce un drastico ridimensionamento, a causa della decadenza dei costumi.
Nel 1466, mons. Giacomo Torre, delegato pontificio e vescovo di Parma,
fece la prima mossa per unire il monastero benedettino di S. Dalmazio,
ridotto ormai a due sole monache residenti, col monastero di S. Maria
in Valle di Milano. Quest'ultimo, sorto nel 1137 a Montano, pieve di Rosate,
per filiazione del monastero Maggiore di Milano, fu trasferito nel 1235
presso la Chiesa di S. Maria in Valle in porta Ticinese.
Mons. Torre stese l'atto di aggregazione il 16 gennaio 1468, "ma non essendosi
fatta menzione di una delle due monache, Ursina, bisognò chiedere la sanatoria
al pontefice e fu data da Sisto IV nel 1479 dopo undici anni!
L'aggregazione a Milano e la riduzione a due sole monache non ridusse,
tuttavia provvisoriamente, il peso sociale e religioso che l'ente benedettino
aveva fin lì avuto sull'intero nostro villaggio.
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La rettoria
Lo "Status Ecclesie Mediolanensis anni MCCCCLVI" mette
in rilievo i profondi cambiamenti intervenuti nell'organizzazione ecclesiastica
plebana a quel tempo.
Quasi tutte le cappelle poste nei villaggi sottoposti alla giurisdizione
di Seveso sono diventate "rettorie". Ciò vuol dire che alla gestione di
queste cappelle sovrintendono sacerdoti non più provenienti dalla sede
plebana, ma stabilmente legati alla località assegnata: fra queste c'è
anche la chiesa parrocchiale di Cogliate, dedicata ai S.ti Cosma e Damiano.
Più tardi le suore benedettine del monastero di S. Maria in Valle ottengono
dal pontefice Paolo III, con sua bolla datata 28 febbraio 1543, l'unione
della chiesa parrocchiale dei S.ti Cosma e Damiano e relativi beni con
la chiesa di S. Dalmazio (annessa, precedentemente, al monastero locale,)
di loro giurisdizione.
Le monache di S.ta Maria in Valle si impegnano, in cambio di detta aggregazione,
ad utilizzare le rendite provenienti dal beneficio della chiesa, denominata
parrocchiale, dei S.ti Cosma e Damiano a favore del mantenimento di un
sacerdote, amovibile, secolare o dell'ordine dei mendicanti regolari,
per fare "esercire la Cura delle Anime di detto Popolo di Coliate".
Le monache, in poche parole, si sono assunte il privilegio, con relativo
onere, di nominare il cappellano per la cura liturgica e pastorale del
popolo.
Esente da questa giurisdizione rimaneva la chiesetta rustica dedicata
a S. Giovanni Battista costruita, verso il 1510-20, per volere di un certo
"Aloysius Bossius".
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Le visite pastorali
Le visite pastorali, iniziate in epoca tridentina, documentano
lo stato in cui si trova nel XVI sec. la chiesa locale.
A parte la descrizione materiale dei tre edifici ecclesiastici, dei loro
beni, dello stato di conservazione della suppellettile religiosa, la presenza
di cappelle, la tenuta dei libri, diciamo, anagrafici (nascite, matrimoni,
morti) ed altri registri di carattere prettamente spirituale ( cresimati,
comunicandi, ecc.) vi sono anche notizie sulla condotta morale di alcuni
personaggi più o meno noti, che vengono pubblicamente richiamati a tenere
un comportamento ispirato ai principi religiosi dominanti nel tempo
Dalla lettura emerge che i1 borgo di Cogliate viene chiamato S. Dalmazio,
come il titolare della chiesa di proprietà delle monache di S. Maria in
Valle di Milano; la chiesa dei S. ti Cosma e Damiano continua ad essere
chiamata col titolo di parrocchiale; la situazione del clero locale è
confusa in quanto è presente un cappellano-curato, che ha in cura d'anime
anche il paese di Birago e il curato di Rovello che celebra in lacune
ricorrenze messe nella cappella di S. Maria; nella chiesa dei S.ti Cosma
e Damiano celebra un sacerdote mantenuto dal popolo; nella chiesetta dedicata
a S. Giovanni Battista è avvenuto un fatto di sangue (di cui non si conoscono
gli estremi); la popolazione del paese ammonta nel 1568, a 343 persone,
di cui 183 da comunione, e 50 nuclei familiari.
Tra le famiglie prevalgono i "Borgo, Basilica, Grasso, Castelnovo, Baretta,
Vago, Cajnarca, Campo e Fusi".
Anche le successive visite testimoniano le condizioni in cui versano le
chiese.
I dati più interessanti provengono dagli anni della peste del 1576 e del
1629: si assite ad un diminuzione della popolazione.
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La nuova chiesa
I primi decenni del XVI sec. la chiesa parrocchiale di
S. Dalmazio, da tempo in condizioni precarie e del tutto insufficienti
per l'aumentata popolazione, viene ricostruita ex novo e dedicata a S.
Giovanni Battista.
Questa volta la richiesta della nuova costruzione passa attraverso la
popolazione del luogo e l'istituzione comunale.
Nel 1636 iniziano i lavori e il tempio viene ricostruito non distante
dalla vecchia e fatiscente chiesa di S. Dalmazio, dove ora sorge la nuova
chiesa parrocchiale.
Il popolo volle che la nuova chiesa di S. Giovanni Battista assumesse
il titolo di parrocchiale sostituendosi a quella di S. Dalmazio e che
tutte le ordinarie funzioni liturgiche si svolgessero nella nuova chiesa.
C'era poi il problema della casa parrocchiale, attigua alla vecchia chiesa
di S. Dalmazio, ridotta anch'essa in condizioni miserevoli.
Si venne ad un accordo tra le monache, che possedevano sempre i loro diritti,
il popolo e l'istituzione comunale, unitamente al benestare arcivescovile,
e si stabilirono una serie di diritti ed impegni reciproci, in cui, però,
come sempre, le monache fecero la parte del leone.
La nuova chiesa di S. Giovanni Battista prese il titolo di parrocchiale,
in sostituzione di quella di S. Dalmazio. Le monache mantennero gli antichi
diritti sul nuovo tempio, precedentemente vantati sulla vecchia chiesa
di S. Dalmazio. La nuova casa parrocchiale fu costruita, con il contributo
delle monache di ben 1.550 lire imperiali, a ridosso della nuova chiesa.
Le monache rimanevano proprietarie della vecchia chiesa e della fatiscente
canonica, con piena disponibilità all'utilizzo del materiale recuperabile
in caso di distruzione o totale rovina. La scelta del vicario curato continuava
a spettare alle reverende monache di S. Maria in Valle di Milano.
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Il '600
Un quadro, sia pure sommario della realtà locale, durante
tutta la dominazione spagnola, proviene da alcuni dati, riportati da fonti
diverse.
Dai circa 350 abitanti del 1568, si era passati ai 440 nel 1603, per superare
quota 500 nel 1653.
La popolazione era strettamente legata al lavoro agricolo, con una piccola
presenza di comuni attività artigiane.
La proprietà terriera era in mano a poche famiglie, in maggior parte residenti
altrove. Gli abitanti di Cogliate erano composti da pochi "ceppi" familiari
che, frequentemente, s'incrociavano attraverso il matrimonio.
La mortalità infantile era un fenomeno assai diffuso ovunque: a Cogliate
si avevano tre decessi su dieci nati vivi, nei primi sei mesi di vita.
Non pochi nascevano già morti o morivano nelle prime ore successive al
parto.
Un altro fenomeno di interesse generale, fu il proliferare, di feroci
briganti e comuni malandrini.
Famose erano state, un secolo prima, le sanguinarie gesta dei banditi
Giacomo Legorino da Limbiate e Battista Scorlino da Mombello. Costoro
seminarono, per lungo tempo, il panico tra i viandanti, i cavalieri e
le carrozze che, incautamente, viaggiavano lungo le strade del nord-ovest
milanese. Questi banditi d'assalto avevano i loro rifugi nei boschi della
Merlata (tra il Ticino e la pieve di Bollate)e nella brughiera delle Groane.
Nelle cronache del tempo, intorno alla metà del Seicento, riuscì a trovarvi
spazio anche un cogliatese, certo Giovanni Battista Castelnovo, reo di
aver rapinato un passante di Ceriano lungo un sentiero interno alle Groane.
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Agli inizi del '700 - Ancora screzi
Quando moriva nel 1717 il sacerdote Carlo Antonio Confalonieri,
la casa parrocchiale annessa alla chiesa dei S.ti Giovanni Battista e
Dalmazio, sede parrocchiale, versava in condizioni di estrema rovina.
A chi spettava intervenire?
La questione era di rilevante interesse pubblico, in quanto ancora tutto
ruotava intorno alle monache di S. Maria in Valle, con le loro proprietà,
diritti e privilegi, il popolo, il parroco e la nobiltà locale.
La vertenza, si concluse nel 1726 scaricando sulla comunità di Cogliate
le spese occorrenti alla riparazione.
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Il rinnovamento sotto il dominio austriaco:
La mappa catastale
La mappa catastale di Cogliate fu approntata all'inizio
del 1722.
Particolarmente interessanti sono i dati che emergono dal foglio VI; si
evidenzia una porzione di territorio, confinante con Cassina Ferrara,
totalmente ad uso agricolo, denominato arativo e arativo moronato intendendo
con questo termine la presenza di fila di gelsi, per l'allevamento del
baco da seta. Nicola Papis e Ottavio Castelli S. Pietro risultano essere
i maggiori proprietari.
Altri datiu interessanti emergono dall'VIII foglio: viene messo in evidenza
la porzione di territorio centrosettentrionale di Cogliate, lasciato soprattutto
a brughiera, che ancor oggi copre buona parte della fascia orientale della
superficie comunale verso Barlassina e, in misura ridotta ad aratorio
con gelsi. I maggiori proprietari dell'area interessata risultano i Vimercati,
le monache di S. Maria in Valle di Milano ed Ottavio Castelli di S. Pietro.
La carta topografica del tempo riproduce in modo evidente la ridistribuzione
del suolo: la metà ad ovest, quasi totalmente agricola e assai fertile,
il centro, che racchiude il nucleo urbano, e la metà ad est, interessata
dalla brughiera del pianoro delle Groane, con la presenza di piccoli corsi
d'acqua, a carattere torrentizio.
L'economia locale era dunque essenzialmente agricola, con limitate iniziative
artigianali e commerciali. Mais, miglio, segale, frumento e legumi erano
le coltivazioni più praticate. Sotto la dominazione austriaca era stato
dato nuovo impulso alla gelsicoltura ed alla bachicoltura. Già praticata
in età sforzesca, la coltivazione dei moroni, o gelsi, con le attività
connesse, si rivelerà di grande supporto all'economia globale e alla formazione
di capitali della pieve di Seveso.
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L'organizzazione comunale
Sempre nel '700, intorno alla fine degli anni cinquanta
entra in vigore la riforma amministrativa periferica.
La struttura territoriale che raggruppa più comunità è la pieve, dove
la figura del cancelliere costituisce il perno centrale dell'amministrazione
ordinaria.
La cellula fondamentale più piccola è la 'Comunità'. Tutte le comunità
sono amministrate "dal Convocato generale degli 'estimati', proprietari
di terre non esenti, senza alcun limite di censo; ne sono esclusi in linea
di principio solo i poveri 'personalisti' ed i possessori di beni mobili,
iscritti nel cosiddetto 'ruolo mercimoniale'.
Il Convocato elegge un esecutivo formato da tre 'deputati', uno dei quali,
il 'primo deputato dell'estimo' deve essere necessariamente uno dei tre
maggiori proprietari della comunità; i deputati a loro volta nominano
il 'sindaco', naturale sostituto dei deputati comunali, quando questi
non sono presenti o comunque non sono riuniti.
I deputati nominano anche 'l'esattore' della comunità, accordandosi, se
possibile, con i deputati delle altre comunità del distretto, per fare
cadere la scelta sullo stesso individuo."
Le altre figure della comunità sono i personalisti e gli iscritti nel
ruolo mercimoniale, a cui carico lo Stato pone una imposta ordinaria locale.
"I personalisti e gli iscritti nel ruolo mercimoniale eleggono due deputati,
col solo compito di intervenire ai convocati ed alle riunioni dei deputati
dell'estimo, per difendere i propri rappresentanti da indebiti aggravi
nell'imposizione delle tasse personali (testatico) e mercimoniale".
In ogni comunità, infatti, viene redatto un ruolo mercimoniale ai fini
dell'imposta diretta ordinaria, o testatico, da pagarsi al Comune per
ogni soggetto maschile d'età compresa tra i 60 ed i 14 anni.
Scompaiono totalmente le vecchie figure del console e dei postari del
sale che hanno retto le comunità nei secoli passati.
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Alcuni dati statistici sul finire del '700
Nel 1770, su una popolazione complessiva di 532 abitanti,
i maschi collettabili, aventi cioè un'età compresa di cui sopra e tenuti
all'imposta ordinaria, erano 163. Gli anziani di sesso maschile (età superiore
ai 60 anni) risultavano in numero di 11, mentre 102 erano i maschi in
età inferiore ai 14 anni e 256 il totale delle donne.
Nel comune di Cogliate erano iscritti nei rispettivi ruoli di categoria
i seguenti artigiani e commercianti:
Osti: 1
Ferrari: 1
Falegnami: 3
Tessitori di tela di lino: 2
Sarti: 1
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La scomparsa dei beni della comunità
Ottemperando alle nuove normative del Supremo Consiglio
scompariva un'altra antica consuetudine medioevale: le proprietà comuni.
L'alienazione dei beni incolti delle comunità di Cogliate avvenne il 12
ottobre del 1782 sulla pubblica Piazza della Comunità dove "si riunirono
i deputati dell'estimo".
Il prezzo di stima, con base d'incanto, fu fissato in 23 lire e 8 soldi
a pertica.
Le offerte dei privati, convenuti per l'affare, salirono vorticosamente
fino ad arrivare all'offerta definitiva di ben 29 lire e 15 soldi.
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Il cimitero
L'Autorità austriaca emanava, in quel tempo, una serie
di disposizioni legislative volte a risolvere, in via definitiva, i problemi
inerenti al luogo ed alle modalità di sepoltura.
Poichè le precarie sistemazioni dei cadaveri nei sepolcri delle chiese
potevano favorire l'insorgere o il diffondersi di particolari fenomeni
morbosi, dovuti alla putrefazione dei corpi, si stabilì che i cimiteri
dovessero costruirsi lontani dalle chiese e dai centri abitati e con particolari
precauzioni igienico-sanitarie.
Nel 1783, anche il comune provvide a costruire il cimitero sul luogo dove,
in seguito, furono costruiti l'edificio scolastico e l'abitazione del
coadiutore parrocchiale.
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Epoca napoleonica
I cambiamenti in atto nel resto d'Europa si abbetterono
anche sull' Italia.
Con la soppressione degli enti religiosi, i resti del monastero di S.
Dalmazio e l'annesso decadente oratorio, furono acquistati da un certo
Isimbaldi di Ceriano Laghetto. Sul terreno dell'ex complesso monastico,
1'Isimbaldi costruì un gruppo di case coloniche ed eresse una cappelletta
sul luogo dell'antica chiesa di S. Dalmazio. Le case e l'oratorio passarono
in seguito all'opera pia Fatebenefratelli.
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Il ristrutturazione viabilistica al altri interventi all'epoca
del Regno Lombardo-Veneto
L'amministrazione lombardo-veneta, sotto la guida del governo
austriaco, s'impegnò a risistemare tutta la viabilità regionale, provinciale,
intercomunale e comunale, provvedendo a dotare di una rete viaria più
consona ai tempi l'area gravitante intorno a Saronno e centri maggiori.
Buona parte degli "andamenti stradali" che conducevano ai vicini centri
di Saronno e Barlassina, furono corretti, per accorciare le distanze e
facilitare la transitabilità di carri e pedoni.
Sul finire 1826, ci fu l'approvazione all'opera di "rettilineamento" della
vecchia strada che da Cogliate, attraverso Cassina Ferrera, portava a
Saronno.
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Sempre in quegli anni si era dato avvio alla sistemazione
del tratto stradale che da Cogliate conduceva a Barlassina, provvedendo
a ridurre l'eccessiva pendenza del vecchio percorso.
In precedenza, si era provveduto a sistemare il pozzo per l'acqua potabile,
ubicato nei pressi della chiesa parrocchiale. I lavori furono eseguiti tra
il 1823 ed il 1824.
Nel 1828 furono avviati lavori di risistemazione dell'ormai decrepita casa
parrocchiale: tra le altre opere, fu riparato il tetto del granaio, posto
sopra la sacrestia dove veniva messo il grano della Chiesa.
L'anno seguente si provvide ad acquistare tre nuove campane per la chiesa
sussidiaria dei S.ti Cosma e Damiano.
Anche il campanile della sussidiaria fu rifatto quasi totalmente e nel 1831
fu costruito il nuovo castello in ferro delle tre campane.
Nella stessa chiesa, il pittore De Micheli di Saronno dipingeva ad affresco,
nel 1832, le immagini dei santi Antonio e Sebastiano, poste sulle pareti
laterali all'altare maggiore.
Altri consolidamenti e rifacimenti si fecero negli anni seguenti come la
messa in funzione del meccanismo dell'orologio pubblico, il campanile della
chiesa parrocchiale, l'ampliamento del cimitero. |
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Epoca risorgimentale
La brughiera delle Groane, con i suoi boschi, i prati,
i corsi d'acqua, le alture, costituiva un mini ambiente geografico ideale
per scenari di guerra. L'esercito d'occupazione austriaco vi tenne diverse
esercitazioni in molti periodi, soprattutto in estate ed autunno.
Tra il primo agosto ed il 17 settembre 1842, soggiornarono centinaia di
soldati che usufruirono dell'alloggio presso le abitazioni cogliatesi
per la modica somma dì un centesimo al giorno. La maggior parte della
truppa alloggiava nelle tende da campo, ubicate tra Cogliate e Barlassina.
Vi era molta richiesta per le "candele di sego", che sergenti e cadetti
del collegio di S. Luca consumavano in modo rilevante. Anche il "facchinaggio",
l'affitto di bestiame, carri da trasporto e paglia erano molto richiesti.
I1 29 settembre 1842, la deputazione cornunale, inviarono il conto spese
di L. 336 e 83 centesimi all'Imperial Regio Commissario distrettuale di
Barlassina per "l'alloggiamento militare stazionato in questo Comune".
Un altro conto di L. 801,05 fu presentato nell'ottobre del 1844.
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Confronto di dati con alcuni comuni limitrofi
I1 distretto V di Barlassina, di cui faceva parte il comune
di Cogliate, dipendeva giudiziariamente dalla pretura di Desio, ed era
abitato nel 1846 da 52.066 abitanti, suddivisi, tra 23 Comuni:
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Comune
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Popolazione
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Superficie
pertiche
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Tavole
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Estimo in scudi
imponibile fiscale
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| Barlassina |
900
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| Ceriano |
754
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10.407
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18
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10.407
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| Cogliate con S. Dalmazio |
1.022
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10.513
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9
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36.246
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| Lazzate |
875
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| Misinto |
1266
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8.543
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14
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8.543
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| Solaro |
1182
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Istruzione ed assistenza
La scuola elementare minore comunale,
nel 1846, risulta essere divisa nelle due sezioni maschile e femminile:,
la sezione maschile era frequentata da 125 alunni, mentre quella femminile
era momentaneamente chiusa, essendo vacante il posto di maestra.
A dire il vero la scuola esisteva già da diversi anni.
L'assistenza sanitaria era garantita dal medico che, nel 1846, si occupava
dei malati residenti nei comuni di Cogliate, Misinto, Ceriano, Lazzate
e Solaro, per un totale di 6.340 assistiti.
Era aperto anche l'ufficio di ostetrica, per i Comuni di Cogliate, Misinto
e Lazzate.
Il servizio di farmacia era assicurato, nel distretto di Barlassina, da
dottori residente a Seregno, a Desio, a S. Pietro Martire di Seveso e
a Cesano Maderno.
Tre erano gli uffici postali funzionanti, nel 1856, nel territorio distrettuale
di Barlassina: a Seregno, a Desi e a Barlassina.
Pure tre erano le stazioni dell'imperial regia gendarmeria,
ubicate nel distretto di Barlassina:
1) stazione di Barlassina, con 5 gendarmi a piedi, 6 stanze d'alloggio
ed una stanza d'arresto.
2) Stazione di Cascina Amata, con 5 gendarmi a piedi, 3 stanze d'alloggio
ed una stanza d'arresto
3) Stazione di Desio, con 5 gendarmi a piedi, 9 stanze d'alloggio ed una
stanza d'arresto
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| Martedì, 06 luglio | | · | Progetto MEDIALIBRARY |
| Martedì, 29 giugno | | · | Riduzione buoni-pasto e trasporto scolastico |
| Venerdì, 25 giugno | | · | 7° Summer Day Tournament |
| · | Piano Salva Black Out |
| Giovedì, 24 giugno | | · | A.S.D. Equipe Lombardia: open day |
| Martedì, 22 giugno | | · | ''Intendiamoci'': un'avventura figli e genitori insieme |
| Lunedì, 21 giugno | | · | Riunione Consiglio Comunale |
| · | Nuovo lasciapassare per i minori di anni 15 |
| Giovedì, 17 giugno | | · | Fiera cavalli 2010 |
| · | Piano disabili 2010: avvisi pubblici. |
| · | Vacanze in Brianza. |
| Mercoledì, 16 giugno | | · | Disinfestazione da zanzare |
| Martedì, 15 giugno | | · | Richiesta di sponsorizzazione |
| Lunedì, 14 giugno | | · | Maxi-schermo per la partita dei mondiali |
| · | Avviso di procedura - Campo Sportivo Comunale |
| Giovedì, 03 giugno | | · | Bando di Gara - Refezione Scolastica |
| Martedì, 01 giugno | | · | Riunione Consiglio Comunale |
| Mercoledì, 26 maggio | | · | Concorso nazionale per il miglior sito web comunale |
| Lunedì, 24 maggio | | · | Nuovo parcheggio per disabili |
| Giovedì, 20 maggio | | · | Percorso di conoscenza del ...''mondo dei pellegrini'' |
| Mercoledì, 19 maggio | | · | Fiera cavalli 2010 |
| Martedì, 18 maggio | | · | Alcune ore in Biblioteca |
| Lunedì, 17 maggio | | · | Il Consiglio Comunale si riunisce |
| · | L'Avis di Cogliate in piazza |
| Venerdì, 14 maggio | | · | Concerti Estivi 2010 |
| · | 2^ Festa del Campo Volo |
| · | Festa dello Sport 2010 |
| Giovedì, 13 maggio | | · | Commercianti in piazza |
| Martedì, 11 maggio | | · | Iscrizioni al Nido d'Infanzia Comunale |
| Lunedì, 10 maggio | | · | Una serata a teatro |
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